Piano della Lega, taglio Irpef e condono per le imprese

Da cinque a tre aliquote, con i 40 milioni di contribuenti Irpef divisi in tre scaglioni. Con la prima fascia che con redditi familiari fino a 50 o 60mila euro si vedrebbe applicare un prelievo del 15%. Mentre per chi si colloca sopra i 100mila euro l’aliquota si fermerebbe al 40%. Potrebbe ruotare intorno a questi valori il primo step per riformare la curva dell’Irpef pagata ogni anno da oltre 30milioni di contribuenti (oggi almeno 10 milioni rientrano nella no tax area). Il progetto è ancora in itinere, e nemmeno la riunione di ieri convocata dal leader del Carroccio Matteo Salvini è stata ancora risolutiva per definire i dossier che riguardano altri nodi del sistema tributario come l’accelerazione dei rimborsi fiscali, i crediti delle imprese non pagati dalla Pa e, ancora, l’inversione dell’onere della prova per quei contribuenti incappati nei controlli e negli accertamenti del Fisco.

Ma la necessità di far cassa per far quadrare i conti pubblici all’indomani della lettera inviata dalla Commissione europea riaccende i fari sul capitolo condoni. Tra le sei proposte portate da Armando Siri e ricordate da Salvini ieri sera dalla sua diretta facebook si ripropone il saldo e stralcio per le società in difficoltà economica. Non solo. Tra le ipotesi di sanatorie da riproporre, oltre alla proroga della rottamazione delle cartelle, rispunta anche la cosiddetta «Dichiarazione integrativa speciale» per poter correggere errori od omissioni delle denunce dei redditi o Irap già presentate. Contribuenti e imprese potrebbe sanare le loro posizioni versando una percentuale in luogo delle maggiori imposte dovute (Irpef, Ires, sostitutive o Irap)ottenendo una copertura anche sul fronte sanzionatorio.

Per restare in tema di riduzione delle sanzioni, nel pacchetto presentato da Siri, c’è anche la revisione del sistema sanzionatorio in materia di neutralità dell’Iva. Tra le sei proposte portate dall’ex sottosegretario ai Trasporti, si parla anche di “flat tax” per le imprese che punta a ridurre quella che già oggi è una tassa piatta per le imprese andando a coordinarsi con quanto già prevede la legge di Bilancio e, in particolare, con l’applicazione dal 2020 dell’aliquota del 20% per le partite Iva che hanno un volume d’affari fino a 100mila euro. O ancora con la riduzione progressiva dell’Ires voluta dalla Lega nel Dl crescita e che dovrebbe portare, emendamenti permettendo, a un prelievo del 20% per tutte le imprese che reinvestono gli utili in azienda. Nel progetto di riforma dell’Irpef della Lega viene prevista in ogni caso la possibilità di optare per il regime più conveniente per il contribuente, per garantire che tutti i contribuenti, e in particolare quelli del ceto medio, vadano incontro a un vantaggio fiscale con la riduzione del prelievo Irpef. Anche per questo sul tavolo al momento c’è più di un modello allo studio, che deve fare i conti con le coperture e le risorse necessarie, indicate da Salvini in questi giorni in 30 miliardi.

Come ha ripetuto ieri a Sky il sottosegretario all’Economia Massimo Bitonci, i tecnici stanno lavorando a una rimodulazione delle agevolazioni fiscali a tutto campo. Si va dalla possibilità di tagliare detrazioni e deduzioni per chi dichiara un reddito sopra un determinato limite, facendo salve – ha specificato Bitonci – le detrazioni per mutui prima casa o gli sconti Irpef per lavori di ristrutturazione o riqualificazione energetica degli edifici. Ma ci sono anche altre soluzioni allo studio, come l’applicazione di franchigie o nuovi tetti per gli sconti, con un’indicazione ben precisa: «Tagliare tutte le agevolazioni oggi inutili o non più efficaci».

Nella revisione delle tax expenditures entrano anche gli 80 euro, che per Bitonci vanno assorbiti nelle detrazioni per lavoro dipendente. Altre risorse utili per la Lega potrebbero arrivare dalla lotta all’evasione, rilanciata nel 2019 soprattutto con la fatturazione elettronica che dal 1° luglio sarà affiancata dalla trasmissione obbligatoria di scontrini e fatture per chi ha volumi d’affari sopra i 400 milioni di euro .

Da Il Sole24Ore
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