Boccia: ridurre il debito e rassicurare i mercati. Di Maio: rigore e crescita compatibili

Serve una manovra da 32 miliardi, e «non ci saranno scelte indolori». L’unica via «è una Ue più coesa e forte», anche perchè la soluzione all’immigrazione «non è chiudere le frontiere». È il monito lanciato dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, dal palco dell’assemblea annuale degli industriali a Roma, che propone «al governo e alle opposizioni di collaborare tutti insieme» per «una politica economica basata su realismo e pragmatismo, guidata dalla
visione». E avverte: «Per rimetterci a correre sarà utile liberarci dal peso di parole che inducono alla sfiducia», e «occorre smettere di dividersi su promesse che non si possono mantenere e concentrarci tutti sulle cose da fare. Che sono tante e impegnative».

L’appello del leader degli industriali è anche alla politica, ampiamente rappresentata in platea dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – accolto al suo ingresso da un lunghissimo applauso -e dal premier Giuseppe Conte, che parlerà in chiusura con un’eccezione al cerimoniale (ma non inedita, visto é accaduto più volte con Berlusconi, ma anche con Prodi e Gentiloni). Seduti in platea anche i presidenti di Senato e Camera, Elisabetta Casellati e Roberto Fico.Sarà assente per «la concomitanza con altri impegni» l’altro vicepremier, Matteo Salvini.

Dopo la relazione di Boccia, che si è chiusa con una standing ovation,è intervenuto il vicepremier M5S Luigi DiMaio, che ha sottolineato come «senza confronto e dialogo questo Paese non lo possiamo governare» e che «rigore e crescita devono continuare a essere compatibili». «La riduzione del debito pubblico deve avvenire attraverso gli investimenti e non attraverso tagli lineari», ha aggiunto Di Maio, assicurando che l’Europa e la permanenza dell’Italia in Ue non sono in discussione. E annunciando che «lavoreremo perché all’Italia spetti un Commissario europeo in settori qualificati come l’industria, il commercio, il mercato interno, ruoli che ci consentano di orientare la politica industriale».

Boccia: manovra da 32 miliardi, non ci sono scelte indolori
Dal palco Boccia ha ricordato che si prospetta una manovra da almeno 32 miliardi e le scelte non saranno ne «semplici o indolori», «dobbiamo dirlo con franchezza». «Se l’Italia volesse rispettare alla lettera le regole europee previste dal patto di stabilità e crescita dovrebbe fare una manovra strutturale per il 2020 da almeno 32 miliardi di euro: una manovra imponente con effetti recessivi», dice. E in chiave anti-recessione, chiede «responsabilità e ragionevolezza» per «costruire insieme un piano triennale – credibile e ambizioso allo stesso tempo – che ci permetta di trattare con i partner europei un aggiustamento graduale, serio e strutturale, affiancato a misure per sostenere la difficile fase congiunturale. Affrontiamo in modo non ideologico il nodo risorse, mettiamo il debito pubblico su un sentiero discendente e la crescita su un sentiero ascendente». E in tal senso propone a governo e alle opposizioni di «collaborare tutti insieme».

Europee: la via è una sola, Ue più coesa e forte
Guardando all’imminente voto europeo, Boccia avverte che «per noi la via è una sola: un’Europa più coesa e più forte che possa competere alla pari con giganti come Cina e Usa». E «se qualcuno dice il contrario – sottolinea – deve dimostrare che esiste un modo credibile di difendere l’interesse nazionale italiano in un contesto diverso».

Paese senza slancio, basta creare sfiducia
«Il Paese non riparte con lo slancio dovuto, necessario, che è alla nostra portata, che ci meritiamo», avverte il presidente di Confindustria, e «per rimetterci a correre – dice – sarà utile liberarci dal peso di parole che inducono alla sfiducia, che evocano negatività, che peggiorano il clima». E sottolinea: «Le parole di chi Governa non sono mai neutre, influenzano le decisioni di investitori, imprenditori, famiglie». «Le parole che producono sfiducia sono contro
l’interesse nazionale».

Debito contro gli interessi delpaese
Nel sottolineare che «la politica deve riappropriarsi del suo primato, restituire sogno e visione, darsi grandi obiettivi e approntare strumenti e risorse per raggiungerli», Boccia ricorda anche che Confindustria ha già «detto chiaramente che aumentare il deficit per la spesa corrente – non per gli investimenti – e, di conseguenza, aggravare il debito pubblico, è l’esatto opposto di quello che serve al Paese».

DiMaio: si governa solo con il dialogo
«La nostra sfida più grande risiede nella contaminazione delle idee, nel dialogo costante e a volte nel compromesso – ha detto il vicepremier Di Maio parlando all’assemblea di Confindustria – , perché la realtà ci insegna ogni giorno in modo chiaro e semplice che senza confronto e dialogo questo Paese non lo possiamo governare». «Rigore e crescita devono continuare a essere compatibili ribaltando la scala gerarchica» che attualmente ne regola il rapporto, ha continuato il leader M5S, aggiungendo che «la riduzione del debito pubblico deve avvenire attraverso gli investimenti e non attraverso tagli lineari».

Conti pubblici, DiMaio: mai pensato che occorre rinunciare alla disciplina
«Non ho mai pensato che occorre rinunciare alla disciplina dei conti pubblici» ha detto ancora Di Maio, aggiungendo che «bisogna stigmatizzare le dichiarazioni che ipotizzano un rapporto debito/Pil al 140% ma rigore e crescita devono tornare ad essere compatibili», rovesciando l’ordine di importanza che finora l’Europa ha portato avanti. Di Maio ha quindi assicurato che «un no assoluto e pregiudizievole non è nelle mie corde né per le infrastrutture né per il mantenimento degli impianti né per gli accordi commerciali».

Su crescita e sblocca cantieri si può fare di più in conversione
Sul fronte dei dei due provvedimenti strategici per il governo, Di  Maio ha spiegato: «Abbiamo aperto tavoli di confronto con diversi soggetti coinvolti, questo metodo è stato seguito per il decreto semplificazioni, il decreto crescita, il decreto sblocca cantieri, provvedimenti che abbiamo concepito insieme alle associazioni di categoria e sui cui possiamo fare molto di più in fase conversione».

Da Il Sole24Ore

 

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